La domanda ebraica
«[La domanda ebraica] può essere a buon diritto definita mediale, poiché non conosce risposte, ovvero: la risposta a essa congeniale sarà ancora una domanda. In nessuna delle basi più profonde dell’ebraismo si trova il concetto di risposta. [...] Dove il giudizio prende una decisione, la giustizia solleva una domanda.»
G. Scholem, Über Jona und den Begriff der Gerechtigkeit.
Dal blog "Nella colonia penale"
E sogno partenze assurde, liberazioni impossibili.
Ho sempre avuto l'impulso di andarmene da dove mi trovavo. Sia che mi ci trovassi bene, sia che mi ci trovassi male. Anzi - ora che ci penso - in modo più pressante se mi ci trovavo bene, addirittura con l'angoscia della fuggiasca se mi veniva lontanamente il sospetto che quel "trovarsi bene" potesse anche chiamarsi felicità. E questo molto precocemente : ricordo bene un quaderno da scolara su cui trascrissi versi di non so chi:
"E sogno partenze assurde / liberazioni impossibili...".
Non so perché né me lo chiedo più. Le spiegazioni che me ne hanno dato , dalle più razionalmente evolute e specialistiche alle più grezzamente semplicistiche e tautologiche, non mi hanno mai del tutto convinto. E del resto le "spiegazioni" in generale non mi hanno mai soddisfatto né interessato molto.
Trovo pace nella metafora, che mediante la trasposizione e l'analogia, non pretende di individuare e designare ( o inventare piuttosto?) le cause di un fatto ma lo illumina di una chiarezza meridiana e gli dà un senso che per me è più forte di ogni analisi logico-verbale.
Così, ogni volta che fuggo da qualcosa o da qualcuno, sono ( non "sono come" ma "sono") l'anguilla giovanetta che contorcendosi nella massa del pescato sfugge ancora una volta alle casse destinate ai banchi del mercato ittico.

Pierre Puvis de Chavannes
UOMINI
Il Tonic Negus.
Ma avra’ stupito chi, il SantAntonio cache-collato,con la giacchetta a spalle flosce Mourning-tweed,la testina Jivaro sfessurata spatial-concept,l’occhio piroforico et semper putativo?
Qualche sub-Colette del quid verum sparso in guide pratiche all’empietà(estetica da sobria ebrietas,eloquenza di tipo pugnax,piu’ esplicita del Dictionnaire des Antiquités Grecques et Romaines),pronta a spender rimorsi su balaustrate al tramonto d’alfabeti?
Qualche Poetera ridipinta coi fondi di the lungo di casa Sachs o Szymbo,a picco su mari impareggiabili,a piombo sulle labbra tue ,ciliegie che si baciano ,addentroeinfondo ai bruni rembrandtiani,fecondissima in Mar-Ma-Lu-Ot,quando la terra è azzurra come una arancia?
Qualche Pickwickiano alle prese con
E’ miele che strozza, la scepsi strologante del rumorista delle rivoluzioni coffee-table,la “plaquette” di Empoissoneur Public,il pensiero Millefeuilles(,per il bene generale dell’umanità), del:-meno usi ,piu’ precetti,o :-piu’ precetti meno usi ;basta che passi la voce che prende i pasti a capotavola e gia’ son compostissime le StagisteScattiste,i GrandsRethoriqueurs delle renatae litterae,i Marginalisti(o graeculi o cornificieni) sgattaiolati da qualche accademia,i Deleuzisti preopinanti,le Scambiste di Tromp-Oedipe per choc iterato,le malamate dagli Alfredi,le basiste rosse per ladri de foco,le svenute in sede fissa per iper-cognitio del Pole nella Pole-dance.
E quando il Pantoufle-Crator gioca l’asso: IN VERITA’ VI DICO CHE C’E’ UN CINESE CRETINO, tutti a incartocciar l’avanzo per rifriggerlo come rinforzino eupeptico nel Journal Intime,affianco dei mementi di Miss Kimball,dei Baedekerini sulla demoralizzazione dell’Occidente,dei versi con post-fazione d’urgenza
DONNE
LA GOFFA CUBISTA

(Sarah Moon)
Requiem


Rescue-package for milk-tasters.
- Ma chi ha mai pensato,-gridò K- di giacere con la propria ava ?
-Il giovanotto di cui parla S,il quale-rispose Y-non solo ci pensò,
ma giustificò così la propria intenzione al padre:
" Tu,Signore,giaci con mia madre;perchè non dovrebbe essere lecito a me giacere con la tua?"
-E' l'Argumentum commune,-soggiunse Y.
(L.S. -the life and opinions of........ I,IV,cap XXIX,p.297.)