Les Jours Gigantesques

Magritte, 1928
(...il suo ritmo è quello di un'altalena, di una barca, di una culla. Fonde in sé il senso rassicurante del quotidiano, dell'abituale, con quello elettrizzante dell'evento inatteso, del portento.
Si oscilla fra il dettaglio insignificante, l'assopimento routinier e l'insidia celata nel lento maturare della CATASTROFE che inaspettatamente, miracolosamente non ti fa precitare in basso ma salire in alto.)
"La via che scende e la via che sale sono la stessa strada"

...potevo dar ordine alle lacrime di accalcarsi alle palpebre, alle risate di scuotermi il petto e tuttavia rimanere indifferente, lontano. Una passione sembrava a tratti dominante, ma dentro di me sapevo che mai lo era. Così sentivo piene di sentimento ascoltando la musica, vibravo come un fuscello al trepido vento dei tempi rubati, piangevo calde lacrime, eppure non ero PROPRIAMENTE io a farlo. Era una mia parvenza. Ma era una parvenza anche l'osservatore freddo e distante. Osservava in me lo scorrere d'una coscienza che non ero io, era anzi nitidamente distinta da me quale mi conoscevo e quale apparivo. Non era né me né fuori di me...e quanto ai sentimenti e ai pensieri che mi si facevano incontro, che via via affioravano, fino a qual punto erano veramente miei? M'accorsi ben presto che potevo appassionarmi a una persona, a una cosa, a una situazione, a un gioco. Potevo perderci la testa e ritornare in me dopo un certo tempo. Ma chi ero io? L'entusiasta o l'osservatore? Lo stregato o colui che registrava il rapimento e l'ebrezza?
( E.Z.)

DOLICOCEFALA

La donna portava una parrucca.
- Che le è successo? , chiese
- Niente. Solo che ho un cranio bellissimo e lo tengo rasato
- Se è così bello perché non lo mostra?
- Non è lecito. E poi, provocherebbe turbamento. Scompiglio. Forse anche disordini. Potrebbero pure linciarmi.
- Non ci credo...non è il vero motivo. Di solito lei ha coraggio.
- E' Lui che non vuole.
- Oh, lo pensavo. E' geloso?
- Forsennatamente. E poi non può dormire senza il mio cranio sul comodino. Ha paura del buio completo, in realtà teme la morte.
- E il suo cranio fa luce?
- Non proprio, ma spande un tenue alone di perla...Vede, lo rassicura.
Le jardin, en automne
Ritrovo, nella ca sa dove mi trovo ora, la paterna, in un cassetto del tavolo-scrittoio, in una busta su cui è scritto miscellanea - la sua mente raccoglitrice e ordinatrice - e Lui, ancora Lui, e sempre Lui - alle mie spalle il Suo occhio implacabile che getta nel cestino il mio male e conserva il mio bene - le Sue labbra strette sulle mie pochezze imperdonate e imperdonabili, e il Suo occhio che irraggia di splendore quello che in me vale - come sa riconoscerlo Lui, nessuno - ritrovo, dicevo, un vecchio appunto ...
Una scrittura sensual-semantica, alla quale….
6) E il sopraggiungere di un'onda crestata di spuma accecante che ti sommergerà togliendoti il fiato
7) E il vortice di sabbia rossa spirante dal deserto vuoto che renderà il tuo naso camuso come quello della Sphinx.

Let us go then, you and I.....
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente narcotizzato su una tavola,
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
di notti senza riposo in hotel da una notte
a poco prezzo
e ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche:
Strade che si succedono
come un tedioso argomento
con l'insidioso intento
di portarti a incontenibili domande...
oh non chiedere : cosa?
Andiamo a fare la nostra visita.
