SARCASMO
Nella geniale definizione del Devoto-Oli, è il senso d'insoddisfazione di sé che si esprime nella demolizione di altri. Mentre l'etimologia, se vogliamo mantenerci su un piano di neutra oggettività, rimanda al greco antico sarkasmòs = lacerazione di carni.
I commentatori di blog che si cimentano nell'ardua pratica del sarcasmo dovrebbero tenere presente e l'una e l'altra formula definitoria. E dunque le loro sortite non dovrebbero mai essere inficiate - per evitare l'effetto boomerang - dal sospetto che può nascere, vuoi nel destinatario vuoi nell'occasionale lettore, di un coinvolgimento troppo personale dell'estensore; in poche parole , che dietro a quel livore - spesso spropositato - si celi qualche sordida schiuma di quelle - che pur essendo ahimè inestirpabili dalla natura umana - un individuo ben attrezzato nella lettura di sé sa far defluire e deglutire con un sorriso.
E questo è il primo comandamento del codice del sarcasmo.
Il secondo precetto , additatoci dall'etimo - è che il sarcasmo che non "lacera le carni" e spruzza solo qualche stilla di veleno, è robetta da dilettanti. E qui entra in gioco - ovviamente - l'uso della lingua : che se è importante in ogni ambito - anche nei più insospsettabili - della comunicazione, per colui che - per motivi suoi più o meno oscuri - si diletti a trinciare il suo prossimo, è indispensabile, in quanto fa la differenza fra un credibile epigono di Voltaire o di Kraus e una Mezza Calza. E' appunto della genìa di quest'ultime che sono popolate room di chat e commentarî di blog, in cui l'aspirante Dilaniatore di Carni mi ricorda irresistibilmente l'indimenticabile In-fante ( attenzione all'etimo!) vomitante bavetta verde del film l'Esorcista.
Quanto basta insomma per convincermi a non cancellare alcun commento del genere, a preziosa documentazione e monito di quanto sia da evitare l'abbordare con spericolato dilettantismo l'insidiosa pratica del SARCASMO.
UOMINI
Sue sono l'amabilità elusiva e l'inalterabile gentilezza.
Conversatore piacevole, dà l'impressione ad ogni interlocutore di privilegiarlo e di tener conto dei suoi nteressi e delle sue caratteristiche.
Un tantino assente, mantiene sempre una impalpabile distanza, forse involontaria, ma insuperabile. La barriera cade quando ride , quando trova chi sa farlo ridere.
Non ama dir di no. Ma in qualche modo fa arrivare il suo diniego, fermissimo.
Suole ridere di se stesso - come quando dice di sé "sono una personalità magnetica" - e lo fa con una scrollatina di spalle e guardandoti dritto negli occhi, quasi ad accertarsi che l' intenzione autoironica sia stata recepita inequivocabilmente.
PAROLETTE
Gli Accattivanti
Mysterium tremendum, mysterium fascinans
Leggo con stupore e quasi - ma sì - con gioia, ritrovando un antichissimo Costituente del mio Immaginario. A riprova, persino qualcosa che ricordo di avere scritto qui...INGHIOTTITOI.
'Nel repertorio delle immagini mistiche è testimoniato il motivo dell'attrazione derivante dall'essere ingoiati al culmine di u n l u n g o p r o c e s s o d i a v v i c i n a m e n t o a l D i v i n o. Nella Weltanschauung mitica, frequente nella mentalità arcaica, l'iniziato è coinvolto in un'esperienza terribile d'incontro con il "mostro", il quale, "divorando" l'iniziato, gli permette di raggiungere un livello comportamentale più maturo e allo stesso tempo un nuovo status sociale. In entrambi i tipi di esperienza la persona viene elevata ad un livello superiore : l'approccio primitivo impiega la tecnica della presentazione del giovane al mysterium tremendum, mentre l'approccio mistico fa uso della tecnica della ricerca di un incontro con il mysterium fascinans...'
(in "Cabbalà - Nuove Prospettive", Moshe Idel, ed.Giuntina)