Ali di cigno
La coscienza “normale” (per così dire) può raffigurarsi come un triangolo equilatero , in cui il vertice in alto corrispone al Denken (testa) , mentre gli altri due vertici corrispondono l’uno al Wollen ( mano destra=volontà, azione) e l’altro al Fuhlen (cuore = sentire).
Nel percorso rigeneratore della coscienza il triangolo opera una rotazione verso destra per cui l’intelletto s’immerge nel cuore, il cuore e la volontà s’insediano nell’intelletto, cosicché si formi una coscienza amorosa e un amore sapiente.
IL CUORE PENSA E L’INTELLETTO SENTE !
S’intende che il cammino è complesso e sarà senza dubbio graduale. Nel Denken dovranno svilupparsi dapprima ALI DI CIGNO : esso non precipita nel cuore, ma liberamente vola GIU’ nel cuore…
( riflessione su un passo di Andrei Belyj, 1914)
UOMINI 2
Mi chiedo : è dunque questa la vecchiaia?
Il suo sguardo assente, legnoso, ha dismesso la mobile cangianza che me ne fece innamorare appena 15 anni fa. Dietro la sua fronte il sentore della caccia era percebilissimo, ora il fucile è visibilmente appeso al chiodo.
Il suo naso affilato non vibra più. La bocca, sottile e imbronciata come sempre, ha preso tuttavia una smorfia leggermente vittimistica,. Ma un tempo il suo disgusto e il suo sdegno avevano qualcosa di eroico.
Raggomitolato nel suo Petrarca e nel suo Tolstoi, non vuole sapere di niente altro al mondo.
Quando mi ha chiamato “mon enfant”, mi è venuto quasi da ridere.
Il bosco incantato
Chi non percepisce quanto ci sia di morte nell’incontro sessuale, sicuramente non riesce a viverne la profonda e intrinseca potenza di scardinamento e di forza , paradossalmente, rigeneratrice.
Purtroppo nell’ attuale cultura si tende a inneggiarvi come a una esperienza vitalistica e euforica, tesa al raggiungimento di un piacere tanto epidermico quanto fugace, e inevitabilmente la sessualità ne risulta svilita e banalizzata, spesso esercitata senza convinzione come mero passatempo; ne sono stati rimossi o appianati quegli aspetti che lo rendevano un atto “importante”, non privo di tensioni e di sorprese, di travagli e di spaurimenti, e si è fatto di tutto per farne un atto ripetitivo, ridotto al rango di piacevolezza, svuotato pure di quel possente soffio di animalità che indubbiamente possedeva in altre epoche , quando la vernice della civiltà , della ragione e delle “buone maniere” non aveva ancora rivestito la magmatica natura dell’uomo di un fissante smalto protettivo.
Eppure i Grandi Libertini non hanno mai ignorato l’aspetto bifronte della loro ossessione: forse Casanova meno di Don Giovanni , per non parlare del Divino Marchese di cui basterebbe leggere le Lettere dalla Bastiglia per intuire quanto lui sia figlio di Tanatos più che di Eros.
Ma persino Casanova, che dei tre indubbiamente sembra il più léger e il più incline a una visione del sesso- anzi della vita- come divertissement, ha momenti in cui riconosce quel particolare stato d’animo che lui chiama ennui; e anche per lui la morte si traveste da disperata compulsione al contatto con la carne…
‘Il sesso – “covo del vizio” , “antro di ogni turpitudine”, “vaso di Pandora”, da cui soffiano venti pestilenziali che sconvolgono il mondo- d’improvviso si dimostra una ben altra realtà: rifugio per i puri, fonte di quanto è specificamente, integralmente incorruttibile nel mondo…Chi è penetrato ormai nel Bosco Incantato e “non vi ha perduto il senno”, scopre a ogni piè sospinto immensi tesori: li raccoglie nella cesta, li cela in petto, li stringe nell’orlo della camicia.Infatti si tratta di “un’intera fortuna”…Ma noi, noi spersi laggiù, nella città coperta di polvere, ignoriamo vicino a quale perenne freschezza di vita si viva.'
Il bosco incantato, Vasilij Rozanov
Elle avait l'air d'une toute jeune fille montée en graine,
avec ses petits bas rouges au dessous des genoux,
son long visage pâle, sa frange noire en désordre,
et sa contenance effarouchée.

Come in una teca di mare
in una bara di cristallo
Tu mi tieni
fasciata di fosforescenza
nei sussurri dell'Ombra
da Te solo nutrita
da Te solo fiorita.
Come quelle giovani morte
distese sui propri sepolcri
attendo il Tuo sguardo senza palpitare
attendo il Tuo sguardo che mi percorra
sostando sulla piega del mio labbro
appena dischiuso
sulla piccola sfibrata mano che esce
dalla manica troppo larga
sulla punta dell'alluce spaurito
su cui smarrito poserai le labbra.
Belle du Seigneur
Da tempo non leggevo qualcosa di così lucido e straziante sull’amore come nel geniale “Belle du Seigneur” di Albert Cohen. E ovviamente lo straziante non esclude gli arpeggi di una irresistibile comicità che mi hanno fatto ridere di gusto. E’ sempre – ovviamente – quel “nostro” riso, tanto più sapido quanto più disperato.
Solal, spirito fraterno, avrei quasi la tentazione di affiancarmi alla tua straziata lucidità immaginando il monologo parallelo, in un contesto simile , di un’Ariane col cervello di Solal : ma forse , ahimè, mi mancherebbe la Pìetas che invece ti contraddistingue in modo sublime.
Pìetas per l’innocente Ariane prima che per te stesso…
“Fuori, universale, un’instancabile pioggia ripeteva la loro infelicità. Rinchiusi nella trappola d’amore, condannati ai lavori d’amore a vita, erano stesi l’uno accanto all’altra, belli, affettuosi, innamorati e senza scopo. Senza scopo. Che fare per scuotersi da quel torpore?Per scuotere il torpore la strinse a sé. Lei si raggomitolò sul suo petto. E adesso, che fare? Da tempo avevano disvolto i bozzoli dei ricordi, pensieri, gusti comuni. Il bozzolo sensuale anche, per intero. Si arriva presto in fondo alla carne…”
Uomini 1.
L’uomo che voleva tutto
Non sa scegliere. Il suo problema è che non sa scegliere.
Da bambino è diventato adolescente, da adolescente è diventato uomo, da uomo è diventato “quasi” vecchio (uso questa parola perché mi sembra una bella parola). E il suo problema è sempre rimasto lo stesso. Edonista, esteta, spiritualista, asceta. A volte persino stilita, a volte amabile salottiero.
Non si può negare che soffra : è evidente. Ma il suo angoscioso dibattersi non mi ispira alcuna solidarietà, pur riconoscendo che ogni suo aspetto è assolutamente autentico e radicato nelle sue fibre più profonde.
Ma – vorrei dirgli ( ci ho provato veramente : il suo magnetismo e la sua autorevolezza nei miei confronti mi hanno bloccato) – non sei stato un buon giardiniere di te stesso. Non hai potato, sfrondato e ripulito al momento giusto. La potatura al momento può essere sgradevole a vedersi ; monconi, rami scapitozzati, fiori e fiorellini barbaramente estirpati. Ne deriva un quadro di apparente squallore. Triste per i non preveggenti.
La piacevolezza è bandita. L’amenità è un ricordo. Un bianco/nero al posto del technicolor.
Eppure c’è chi già vede svettare verso cieli più alti i futuri germogli.
THE SPIDER LOVE...
Blasted with sighs, and surrounded with tears,
Hither I come to seek the spring,
And at mine eyes, and at mine ears,
Receive such balms, as else cure everything;
But O, self-traitor, I do bring
The spider love, which transubstantiates all,
And can covert Manna to gall,
And that this place may thoroughly be thought
The Paradise, I have the serpent brought.
But truly keeps his first, last,
(John Donne)
Bruciato dai sospiri, circonfuso di lacrime
qui vengo in cerca della primavera
E ai miei occhi e agli orecchi
si versa balsamo da curare ogni cosa
Ma, di me stesso traditore, io porto
il ragno amore che tutto transustanzia
e tramutare può la manna in fiele,
e affinché questo luogo giustamente
sia detto paradiso, vi ho portato il serpente.
(Cristina Campo)
De l'anthropophagie
Mi piace affettare. Ma che la lama sia ben tagliente.
In tal caso l'operazione è liscia, e può raggiungere rapidamente il ritmo giusto. Veloce e metodico, rigorosamente esatto nei tempi, con nel fondo - ma solo nel fondo - il brivido di una vertigine.
E essere affettata?
Forse un lontano ricordo del pozzo e il pendolo : ogni volta che mi parli con la Tua voce gelida.