Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
venerdì, 31 marzo 2006

Falsi Poeti

Ci son poeti che non son poeti

Ci son poesie che non son poesie

Ci propinano scariche di parole

E vorrebbero convincerci

Che quella è poesia

L’oscurità della poesia vera

È abbagliante

Come un sole nero

Tu non capisci

Ma percepisci che ti piovono addosso

Scaglie di verità

La poesia falsa ha un luccicore opaco

La poesia falsa butta parole sul tavolo

Come monete sul tavolo del baccarat

E magari i croupier si fregano le mani

Perché gli ingenui abboccano.

 

 

Pensateci due volte prima di dire Poesia

Anzi, non due, ma mille.

Non nominate il nome di dio invano,

è il secondo comandamento.

 

 

postato da Esterazy alle ore 23:04 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria:


mercoledì, 29 marzo 2006

 


E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata... stanca... o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e, i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po' a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.

                                        

postato da Esterazy alle ore 19:08 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:


lunedì, 27 marzo 2006

ROCOCO’ COCORICO’

 Oggi l’ironia – o presunta tale – si vende su tutti i mercatini più o meno rionali, e non manca  neppure un vago odore di pesce avariato che proviene dai banchi della pescheria.Signore che hanno coltivato con amoroso e confidente zelo una loro modesta predisposizione alla lingua sciolta ( onny soit qui mal y pense), trentenni mucciniani che mascherano volgari abbordaggi con battutine spiritose, navigati suiters che ostentano un distacco dalla vita che non sanno quanto sia reale ( ma non certo nel senso che intendono loro) : tutti costoro   hanno l’ardire di autofregiarsi – con incredibile immodestia – di doni sublimi di ironia e , s’intende, di autoironia - come se appunto una  attitudine così complessa e virtuosa come l’ironia fosse attingibile per semplice autocertificazione.

Ahimè, quando sento la parola ironia, penso a chi ci ha mostrato che cosa  essa veramente significhi, e il sangue mi si rivolta quando la vedo così prostrata nelle menti di chi se la autoattribusice…convinto che bastino, per attingerla, le sue melense battutine – di cui una su mille strappa a mala pena un sorriso e la stragrande maggioranza produce uno stridore di denti  per la lambiccata artificiosità delle frasette mistificatorie .( ancora peggiori gli scambi e le tenzoni a due, in cui il rimpallo produce lo stesso fastidio di certi set tennistici di mediocri, che non fanno che attivare irritante girar di pupille e indolenzimento dei muscoli occipitali…)   

 Sono convinta che questa illusoria padronanza del registro ironico dissolva le già scarse potenzialità odierne di autentica comunicazione fra individui ; per ostentare superiorità intellettuale ci si sente infatti costretti ad esibire questo tono (falsamente) cinico e disincantato, questo rincorrere la battuta fine a se stessa. Ce n’è di che dedurre che siamo nella fase, storicamente non nuova ma forse non mai così degradata come oggi, del concettismo lambiccato, della brillantezza stereotipata, di un tardo tardissimo –

del tutto sbrindellato e dilavato e insulso - rococò.

postato da Esterazy alle ore 14:07 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria:


domenica, 26 marzo 2006

ANGHELOLOGIA

URIEL il VIGILANTE, "quello dei tuoni e del tremore"

 "Dobbiamo perciò comprendere che gli angeli buoni e quelli malvagi abitano gli uni vicino agli altri e nondimeno esiste fra di loro una distanza immensa. Infatti il paradiso è nell'inferno e l'inferno è in paradiso, e ciò nonostante l'uno non è manifesto all'altro; il diavolo, desideroso di entrare in paradiso, per raggiungerlo sarebbe disposto a percorrere milioni di miglia, e tuttavia vuole rimanere all'inferno."

( Jacob Bohme)

postato da Esterazy alle ore 03:34 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria:


giovedì, 23 marzo 2006

A COLD SPRING 2.

Mentre l’alba merlettava

Di chiarore le finestre

Ahi – dicevi – che mi piglia

Di riprenderti la voglia.

E d’un subito agguerrito

Il tuo rostro inviperito

Sommetteva a violenza

La mia tiepida incoscienza.

Il mio corpo addormentato

dall’assalto ridestato

vibra freme si attorciglia

tutto quanto si scompiglia

apre chiude tira tende

tutto quanto si distende.

Erge picchi e schiude cave

scioglie nevi e munge lave. 

E spalanca fondi cretti,

dispaiando dossi eretti.

E si schiudono corolle

rugiadose di umor molle,

ed i teneri singhiozzi

e gl’incitamenti rozzi

e le dolci lallazioni

dell’amore trascrizioni

-  ora piano vieni tocca

   alza stringi prendi scocca

   sotto dentro forte sfonda

   spingi calca ardi inonda –

coroncine di guaiti

intrecciate di vagiti

e respiri brevi e folli

sulle labbra fatte molli.

Mentre l’alba merlettaia

senza posa tricottava

e di gente che   s’appaia

men che meno si curava.

postato da Esterazy alle ore 13:32 | Permalink | commenti (8) / commenti (8) (pop-up)
categoria:


martedì, 21 marzo 2006

L’amore nel Neolitico

 

A chi ogni tanto mi chiede

 che pensi dell’amore e se ci creda,

generalmente non rispondo

ma regolarmente

rivedo nella mente

immagini di un filmato che visionai una volta. Si trattava

di un “testo visivo” accluso

 a un ponderato studio

che mostrava  una ricostruzione- di valore scientifico–

 di vita quotidiana nel Neolitico.

La parte che ricordo riguardava

una fase di quiete e di riposo –

forse obbligata dal buio o da maltempo –

Di individui di varie età e sesso all’interno di una caverna.

(il filmato era in b/n).

 

Nella grotta semibuia piccoli gruppi umani (di 2/3 individui) giacciono per terra o semi addossati alle pareti, completamente nudi. I corpi si sovrappongono e s’intrecciano con abbandono impudico e insieme angelico, mossi dalla ricerca di calore, di benessere, di piacere : bisogni naturali e innocenti, non viziati da perversi lavorii mentali.( Il retro-pensiero è il peccato di Adamo?) Alcuni sono intenti a operazioni che la nostra “civiltà” – facile ad arricciare il naso quando si avvicini più di tanto alla corporeità – si sente in dovere di guardare con disgusto, ma che costituiscono invece quegli archetipi di accudimento, il cui rigetto sta forse alla radice di tante angosce contemporanee .Vale a dire che si spidocchiano, si nettano reciprocamente la bocca e i denti a linguate, si lambiscono le palpebre sciogliendone i cigli aggrumati. Altri, con la stessa assorta e innocente concentrazione, si stimolano con sublime pazienza aree di piacere, avviluppandosi sempre più stretti con flebili e brevi guaiti.

Un grande senso di intimità e di benessere spira in quel nido oscuro, mentre dallo squarcio chiaro della lontana bocca della caverna giunge lo scrosciare di una pioggia primigenia.

postato da Esterazy alle ore 14:05 | Permalink | commenti (17) / commenti (17) (pop-up)
categoria:


lunedì, 20 marzo 2006

A COLD SPRING

postato da Esterazy alle ore 15:35 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria:


lunedì, 20 marzo 2006

 AUTODAFE' 2.

Menava colpi il paladino.

Dalla fessura della celata

lo sguardo azzurro di lui raggiava

il focus avverso traguardava

e s'abbassava la spada prava.

Sotto i suoi colpi volavan zolle

e uno sfacelo di corolle,

piume brandelli di cartilagini

pupille vive di vive immagini.

Il sacro sangue che la bagnava

e il piano intorno tutto inondava,

nemmeno un attimo ne contrastava

la furia cruda, che sterminava.

Finché...

lo sguardo dalla celata

vide per terra scaraventata

- bocca di sangue rigurgitante -

la testa stessa del duellante.

E sulle palpebre l'ombra calava

Lacrima nera lenta scendeva

e sul pallore traccia lasciava

di quella vita che si spengeva.

postato da Esterazy alle ore 02:37 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


venerdì, 17 marzo 2006

 

 ( Mantra delle ore 2,50)

                                                   

Io sono sempre stata come sono

anche quando non ero come sono

e non saprà nessuno come sono

perché non sono solo come sono.

                                                          P.V.

 

 

postato da Esterazy alle ore 02:53 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


giovedì, 16 marzo 2006

AUTODAFÉ  1.

Da tempo ho rinunciato a Te.

Nel nostro flirt fu una decisione

che presi per tempo.

Con certa preveggenza  

calcolai quanto la Tua assenza

mi avrebbe dato più della presenza

la latitanza più della  pregnanza

e la  distanza più della vicinanza     

la trascendenza più della immanenza

la leggerezza più della pesantezza

 

La bilancia non oscillò un istante

S’inclinò a capofitto

Tirata giù dal peso decisivo.

 

postato da Esterazy alle ore 23:32 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: