Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
mercoledì, 31 agosto 2005

 

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mercoledì, 31 agosto 2005

MYTHOS

Il cane di Procri era un cane da caccia portentoso, abilissimo nell’afferrare tutti gli animali che voleva : per volere di Zeus nessuna preda poteva sfuggirgli , “una lancia non spiccava più veloce il volo, né un proiettile scagliato dal vortice di una fionda o una freccia sottile che scocca dall’arco” .

 Nelle campagne presso Tebe infuriava una volpe , a sua volta portentosa, tanto veloce da apparire destinata a non essere mai catturata. Le si mise dietro il cane di Procri. I due scattarono tanto veloci che era difficile persino seguirli con gli occhi: ci fu un attimo in cui sembrò che il cane fosse riuscito a stringere la preda fra le fauci, ma se le ritrovò piene di aria mentre la volpe riprendeva a correre con rinnovata energia.

Era un paradosso senza possibilità di soluzione e allora Zeus  risolse il dilemma tramutando entrambi in statue di pietra.

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martedì, 30 agosto 2005

Piero di Cosimo, La morte di Procri, National Gallery

(  ... "pittore molto stratto e vario di fantasia, si conosceva la stranezza del suo cervello ed il cercare che faceva de le cose difficili.., stravagante e di capricciosa invenzione” ,Vasari, Vite)

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lunedì, 29 agosto 2005

     Perversioni

  

 Bambola, disse, bambola mia.

 

 Le asciugò le due gocce vermiglie di vino che le scivolavano dalle labbra. Lei non sapeva inghiottire. Le raccolse  con la punta delle dita e se le portò alla bocca, se la inumidì.

Sentì reagire le crepature dovute al freddo e al gelido vento del nord.

Bambola, bambola mia disse

Le scostò i capelli dalla fronte. La pelle sotto era  brinata di minutissime goccioline madreperlacee. Le sfiorò con la punta dei polpastrelli e se le portò alle labbra.

Bambola, bambola mia, disse

Le liberò la gola  dal colletto troppo alto. Infilò un dito nel tepore del collo,avvertì l’umido di un sudore inatteso.Non si aspettava che  da lei emanassero umori. Volle sentirne l’odore.

Percepì un odore leggermente acido, ma non tanto da essere sgradevole, Aveva però quel residuo imponderabile degli odori che ci turbano, che immettono in noi uno scompiglio inaspettato, un sommovimento importuno.

Bambola, bambola mia, disse.

 

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lunedì, 29 agosto 2005

                                                     Si riparano bambole

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domenica, 28 agosto 2005

 

  NEMESI

Quando faccio sogni del genere mi sveglio completamente bloccata, irrigidita, come fossi di pietra. Poi, lunghi singhiozzi muti che mi scuotono il petto, intrattenIbili contrazioni degli arti.

...Rientro a casa carica delle mie colpe e trovo mia madre che finge disinvoltura e noncuranza. Ma nel bagno trovo vomito  sangue e altre lordure.

- Mamma, le dico - puliamo tutto e cominciamo da capo.

Ma lei mi dice : Ecco che viene il babbo.

- Babbo , gli dico - ho portato questi...( e gli mostro degli oggetti che non riesco a ricordare), sono di valore.

Lui dice : vedremo.

Ma presto giunge il verdetto. Mi dice : non valgono nulla.

Così la scena si compie; lui si riveste di spoglie animali, visibilmente finte però, come nei riti in cui il sacerdote-stregone, lo sciamano, indossa pelli di animali, la cui testa e le cui fauci poggiano sulla sua testa. Mi spinge fuori dalla porta e mi precipita dalle scale per le quali io atterrita rotolo come un sacco di stracci. Sulla strada un uomo con un carro ( o un furgone o altro veicolo) mi carica e mi porta via. Sopraffatta da un senso di salvezza, so per certo che il salvataggio prevede un compenso di tipo sessuale...

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venerdì, 26 agosto 2005

                                                                M. Campigli, Le cucitrici

                                                          (The Eremitage, Sankt Peterburg)

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venerdì, 26 agosto 2005

                                                     Le cucitrici di Schulz

 

Ogni volta che ri-leggo Schulz rimango senza fiato. Vertigine, rabbia e disperazione per una scrittura che mi appartiene così tanto e che non ho “fabbricato” io. Come è possibile? Come può lui avere visitato i miei sogni, anticipato le mie visioni, sorbito i miei languori, accarezzato le mie deformità, sghignazzato sulle mie bassezze, vellicato i miei punti deboli, filato le mie parole….

Aperto a caso le sue Botteghe color cannella, altrettanto casualmente capitatomi in mano, l’elemento diabolicamente scatenante, una pagina sublime….Riletta d’un fiato e pianto di rabbia, di gelosia e d’invidia.

               ….e loro affusolate e snelle come le spolette di legno da cui si dipanavano i fili, e come quelle sempre in movimento, maneggiavano con gesti agili il mucchio di seta e stoffa, ne ritagliavano a grandi sforbiciate la massa colorata, facevano ronzare le macchine, calpestando il pedale col piedino calzato di vernice a buon mercato; e tutt’attorno cresceva il mucchio dei ritagli, dei brandelli e degli stracci variopinti, come le bucce e i gusci risputati da due pappagalli difficili e spreconi. Le ganasce ricurve delle forbici stridevano nell’aprirsi come i becchi di quegli uccelli multicolori.   Le ragazze calpestavano distratte gli avanzi variopinti…eccecc…Si scuotevano di dosso quei brandelli con un riso nervoso…I loro cuori, la rapida magia delle loro mani non erano negli uggiosi vestiti che restavano nelle loro mani, ma in quelle centinaia di scarti, in quei trucioli frivoli e leggeri….All’improvviso sentivano caldo e aprivano la finestra….Si sventolavano le guance accese di fronte alla notte invernale che si gonfiava nelle tende, scoprivano i brucianti décolleté…Ah, quanto poco esigevano dalla realtà! Avevano tutto dentro di loro, avevano dentro una sovrabbondanza di tutto. Sarebbero bastate…una, due parole che attendevano da un pezzo, per potere entrare nella loro parte lungamente preparata, …eccecc…

 

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venerdì, 26 agosto 2005

    

                                                             MATERIA

 

'Questo […] è il nostro amore per la materia come tale, per la sua pelosità e porosità, per la sua unica, mistica consistenza.

 Il Demiurgo, grande maestro e artista, la rende invisibile, la fa sparire dietro il gioco della vita; noi, invece, amiamo la sua dissonanza, la sua resistenza, la sua maldestra rozzezza. Ci piace vedere dietro ogni gesto, ogni movimento, il suo sforzo greve, la sua inerzia, la sua mite goffaggine da orso.'


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mercoledì, 24 agosto 2005

 

     Ri-valutare il Patetico?

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