Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"
lunedì, 27 dicembre 2004

Sils Maria

"Sils - heir glaubte ich, die gebündelte Kraft des Universums zu verspüren.

Sie hat mich durchlebt als sei ein reiner Geist zugegen, ein Gott sogar.-"

["Sils -lì credevo di sentire l'accumulo di energia dell'universo.

Essa mi ha penetrato quasi fosse uno spirito puro, un Dio addirittura"].

F. Nietzsche

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giovedì, 23 dicembre 2004

          Nell'urna della mente

Quando le cose passano non sai più se sono vere.

Quando le cose passano non sai più se sono accadute davvero o se le hai solo pensate, immaginate.

E di certo le cose che hai  solo pensato, e rifinito, e riscaldato a lungo nell'urna della tua mente, conservano più a lungo i colori e, contrariamente a ciò che si potrebbe credere, serbano pure la fragranza della "verità".

Chi nega realtà al mentale è ben sciocco; i piaceri più squisiti - una volta passati, prendono rapidamente la consistenza di ostie veline, si disseccano come insetti morti - i piaceri pensati conservano il loro umore e a lungo restano - palpitanti - nell'urna della mente.

E del resto che c'è di più naturale, di più comune, di chiedersi, quando torna in mente qualcosa del passato :

                                                ....ma è accaduto davvero o l'ho solo pensato? 

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martedì, 21 dicembre 2004

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martedì, 21 dicembre 2004

Inattaccabile...

 

Inattaccabile – anzi a volte pure infastidita - da tutta la retorica che si fa sul “lato in fiore” che ognuno avrebbe dentro di sé, sono sempre invece  notevolmente toccata quando inaspettatamente e casualmente ( ah, il caso…vero sale della vita!) mi si rivela il lato degradato di una persona, conosciuta o sconosciuta che sia.

Parlo di quel degrado figlio della spossatezza, quando la miserabile farsa che l’Io sostiene con se stesso crolla, e con essa tutte le strutture del Teatro di Cartapesta.. Allora si giace, innocenti come neonati, con le coscette spalancate e le labbruzze sporgenti a cercare la gocciolina di buon latte stillante.

Falde o scaglie di misteriosi fondali, che emergono all’improvviso; crepature su vernici stratificate; soffi di animalità in corpi che non sembrano quasi neanche più umani. Allora  intravedo la creatura.

 

E una strana sensazione che non ha niente di condiscendente, e neanche di solidale. Una voglia piuttosto di mettersi a ridere insieme, di se stessi e del mondo.

 

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lunedì, 20 dicembre 2004

Monologo di Orfeo

 

Sì,sì, lo ammetto...mi sono voltato.Come posso negarlo. Chissà che mi ha preso.

Una voce carezzevole e indulgente sussurra : perché non resistevi dalla voglia di vederla, la tua amata. Eh, la passione è più forte di tutto.

Ma non so che farmene delle voci compiacenti. Non fanno che mettere in atto strategie consolatorie. Cerco la verità, voglio la verità.

Mi sono voltato...sì, ma non per troppo amore, ne sono certo. Forse mi ha spinto la inconscia certezza che l'arte è solitudine e che una tenera compagna, resa superba dalla mia stessa impresa di andarla a ripescare all'Inferno, mi avrebbe rubato il piacere del canto. Il delirio, l'estasi...non vanno d'accordo con le lenzuola intiepidite da amplessi coniugali.

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sabato, 18 dicembre 2004

Divina Louise

            Divina Louise

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venerdì, 17 dicembre 2004

NEVER SEEK ...

Never seek to tell thy love,

Love that never told can be;

For the gentle wind does move

Silently, invisibly.

I told my love, I told my love,

I told her all my heart;

Trembling, cold, in gastly fears,

Ah! she doth depart.

Soon as was gone from me,

A traveller came by,

Silently, invisibly:

He took her with a sigh.

 

 

Non cercare mai di dire il tuo amore,

Amore che mai può essere detto;

Il gentile soffio si muove,

In silenzio, invisibile.

Dissi il mio amore, sì, dissi il mio amore,

Tutto il mio cuore le apersi;

Tremando, gelando, in orrenda tema.

Ah! lei se ne andò.

Appena mi lasciò,

Un viandante passò,

In silenzio, invisibile:

Con un sospiro la prese.

W.BLAKE

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venerdì, 17 dicembre 2004

             AFASIE

 

Mi chiedo come sia possibile parlare di indicibili esperienze che ci sono toccate usando le comuni parole, le comuni regole grammaticali, le comuni costruzioni del discorso…Allineare le parole, accordare i nomi, coniugare i verbi…impossibile.

Dal pozzo della memoria che si volge all’indietro – ma non deve, non deve farlo! Non voglio che lo faccia! – non emergono che silenziose bolle come quelle che si gonfiano su un fluido ribollente…Si gonfiano e scoppiano silenziosamente, spariscono sotto la superficie per poi riemergere come fiori velenosi…

Impossibile una sintassi…solo immagini destrutturate, anzi neanche. Ogni tentativo di descrizione o di narrazione è ben misera cosa. L’Indicibile è per sua natura afasico.

 

E contrariamente a tutte le indicazioni “ragionevoli” e a tutti i virtuosi tentativi di razionalizzazione, di “elaborazione”, si debba avere il coraggio di portare dentro di sé questo viluppo mostruoso, questo “relitto” di esistenze non codificate, questo nodo inestricabile di colpa, patita e agita.

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mercoledì, 15 dicembre 2004

 ARS AMATORIA

 

Penso che chi  pensa molto al sesso, o chi addirittura ne è ossessionato, non sia per  niente un buon amante. Primo, la dispersione del desiderio erotico a questo livello – per così dire – cronico, impedisce quelle vertigini di desiderio intrattenibile e trascinante, che – se recepiti – possono attingere a momenti di indimenticabile acme .

Secondo : nel momento – diciamo….- dell’attuazione, il soggetto in questione persegue con pervicacia i modelli della sua ossessione erotica e quindi trascura i tempi e i modi del suo partner.

Non ha pazienza, ignora i ritmi, travolge – e stravolge – ogni fase , per la realizzazione dello schema così a lungo accarezzato e immaginato…

Non sa – sostanzialmente – ascoltare il suo corpo né quello altrui, scarta potenzialità, ignora bisogni, declassa percezioni….In modo coatto, si fissa sulla ripetizione  di un sogno , di una visione masturbatoria.

Raggiunto quello, è sfinito, e non si accorge mai che la sua spossatezza racchiude una buona parte di delusione.

 

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venerdì, 10 dicembre 2004

 W.BLAKE

     

I ASKED A THIEF    CHIESI A UN LADRO

 

I aked a thief to steal me a peach:

He turned up his eyes.

I ask'd a lithe lady to lie her down:

Holy and meek, she cries.

As soon as I went

An Angel came:

He wink'd at the thief,

And smil'd at the dame;

And without one word said

Had a peach from the tree,

And still as a maid

Enjoy'd the lady.

 

 

Chiesi a un ladro di rubarmi una pesca:

Rivolse altrove gli occhi.

Chiesi a una snella dama di giacere:

Virtuosa e santa, un grido cacciò.

Appena me ne andai

Ecco venire un Angelo :

Ammiccò al ladro

E sorrise alla dama;

E senza dir parola

Ebbe la pesca dall'albero

E zitto come un servo

La dama si godette.

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