Esterhazy

"IL MIO BUON PADRE ERA PARTITO A GALOPPO IN UNA PIANURA BELLISSIMA"

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Utente: Esterazy
Il mondo è buono se solo riusciamo a non saperne sul nostro conto più di quanto dovremmo. O, quand'anche, se conosciamo il semplice antidoto : DISIMPARARSI

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giovedì, 19 novembre 2009




      george tooker
postato da: Esterazy alle ore 20:54 | link | commenti
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mercoledì, 18 novembre 2009

postato da: proteinedulait alle ore 19:24 | link | commenti (2)
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lunedì, 16 novembre 2009




D.B.


A scuola disprezzavo gli insegnanti più popolari , quelli che volevano “piacere” e che facevano i simpaticoni, e avevo immancabilmente un feeling con quelli autoritari, esigentissimi, definiti comunemente “stronzi” o “bastardi”. Doveva essere però il loro un autoritarismo di indiscussa qualità, ché gli autoritari privi di talento mi sembravano macchiette, mi facevano ridere. E infatti per certi sorrisetti indisponenti mi son beccata pure non lievi punizioni o ritorsioni, alcune dichiarate, altre ( più vili) sotterranee o striscianti.

Il Grande Autoritario è tale per una radicata e fondata consapevolezza delle proprie qualità e non per la paura che si scoprano le sue pochezze, ciò che invece contraddistingue il Piccolo Autoritario ,- con i suoi patetici tentativi di nascondere i suoi vuoti.

Al  liceo ho molto amato un insegnante, che , fuori degli argomenti della sua disciplina, parlava pochissimo. E' vero che gli sfuggivano ogni tanto battute di un sarcasmo fulminante, per cui era concordemente odiato da studenti e colleghi. Quando interrogava (perché lui “interrogava”) , proponeva il quesito e taceva. Si disponeva all'ascolto in atteggiamento raccolto, a volte chiudeva persino gli occhi, come un confessore. Se la risposta non veniva, il silenzio si prolungava in modo innaturale, coinvolgendo tutta la classe, che era del resto , alle sue lezioni, più silenziosa del solito. Solo allora il professor D.B. si riscuoteva dal suo atteggiamento assorto, alzava il viso e lanciava una rapida occhiata ricognitiva all'interrogato.

Al quale non restava che salubremente prendere atto della sua incapacità a rispondere.

Si apprendeva così il segreto primo di ogni progresso : sapere di non sapere, e , meglio, sapere che cosa non si sa.

La domanda rimaneva rigorosamente senza risposta e stava a chi fosse interessato darsi da fare per venirne a capo.


                                   tom chambers





postato da: Esterazy alle ore 18:24 | link | commenti (2)
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domenica, 15 novembre 2009



PIANELLE




vorrei avere quelle...pianelle
postato da: Esterazy alle ore 16:18 | link | commenti (1)
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giovedì, 12 novembre 2009


L' espressione "Un giorno" può riferirsi tanto al futuro quanto al passato.
La lingua la sa lunga...

postato da: Esterazy alle ore 00:42 | link | commenti (1)
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domenica, 08 novembre 2009

ROBERT FROST


L’impulso


Per lei là era troppo solitario

e troppo desolato,

e poiché erano loro due soltanto,

senza bambini,


e il lavoro era poco nella casa,

lei era libera

e andava dietro a lui che arava campi

o tagliava alberi


Si riposava su un tronco, gettava

lontano le schegge cadute,

e una canzone per sé soltanto

aveva sulle labbra.


E una volta che lei andò a spezzare un ramo

di nero ontano,

così distante si spinse che appena l’intese

quando lui la chiamò …


e non rispose. non parlava – né

tornava indietro

restò ferma, poi corse, si nascose

in mezzo alle felci.


Lui non la trovò più, benché cercasse

ovunque, e domandò

in casa di sua madre se mai là

lei si trovasse.


Improvviso e rapido e lieve così

si sciolse il loro legame.

e lui imparò che c’erano altri modi di finire

oltre il morire



 

 

http://www.youtube.com/watch?v=pQy-cgUYA6g


 

postato da: Esterazy alle ore 17:06 | link | commenti
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venerdì, 06 novembre 2009

 

....chi si è scolato il mezzolitro?

postato da: proteinedulait alle ore 11:56 | link | commenti
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giovedì, 05 novembre 2009





les Ailes Bleutées







...che cosa ha  fatto cadere i petali ?
postato da: Esterazy alle ore 00:20 | link | commenti (3)
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lunedì, 02 novembre 2009



                           tom chambers


AMOR AMOR


Molte donne si chiedono perché gli uomini spesso, pur avendo una compagna che li ama, ricerchino incontri con prostitute , specialmente quando, come sembra che sia , questo non si esaurisce nel solo atto di meccanico scarico sessuale – che altrimenti non avrebbe un'attrattiva così potente da generare una vera e propria dipendenza in chi lo ricerca - , ma assume la funzione di – come dire – un momento di decompressione, di rilascio di energie, di s- memorizzazione e di de- contestualizzazione all'interno del diabolico meccanismo dei ruoli e dei “doveri” a cui far fronte nella vita quotidiana.

Il fatto è che l'amore come lo intende oggi la donna che non si dà per denaro è incrostato da tutta una serie di superfetazioni – che risalgono all'età romantica – dalle quali derivano comportamenti e aspettative che lo cerebralizzano in modo veramente spropositato.

Nel fare sesso con la persona che si ama è inevitabile quindi essere centrati sull'altro più che su se stessi, e questo – anche se indiscutibilmente dà un'aura di nobiltà al tutto – lo rende spesso una pratica piena di riserve mentali e di inibizioni, di retropensieri e di interrogativi. Il che – confessiamolo – è abbastanza stressante.

Ho conosciuto e conosco donne che mi dicono di raggiungere il piacere solo mediante la masturbazione, e credo che siano molto più numerose di quanto l'attuale retorica sulla femmina pluriorgasmica e i moltiplicantisi quanto evanescenti e indefinibili punti G dà ad intendere alla credulona massa maschile.


Forse è un imprinting fisiologico quello che fa sì che la donna sia portata a collegare l'amore con il concetto di durata : almeno quel tanto che le assicuri protezione e rifornimento di cibo nella gravidanza , in cui oggettivamente è più bisognosa di assistenza, e nel primo periodo dell'accudimento, almeno finché la prole sia fisicamente autosufficiente.

Poi, la cultura ha fatto il resto, e l'amore è diventato Amore.


Nelle età preromantiche – anche in quelle molto “civili” -, la coppia che durava nel tempo si basava non certo sulla passione ma su un leale e garbato “contratto” , che forse non prometteva “estasi”, ma assicurava la progressiva acquisizione di un cemento relazionale a prova di tempo : solidarietà, complicità, tolleranza,discrezione; e infine , al livello più alto e oserei dire sommo, quella Pietas che fa considerare il partner anzitutto come “creatura umana” e non come individuo nato per gratificare il nostro narcisismo o la nostra insaziabile ingordigia affettiva.



postato da: Esterazy alle ore 18:54 | link | commenti (2)
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venerdì, 23 ottobre 2009

inneres Auge

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Ma quando ritorno in me, sulla mia via,

a leggere e studiare, ascoltando i grandi del passato...

mi basta una sonata di Corelli, perchè mi meravigli del Creato!
postato da: Esterazy alle ore 17:17 | link | commenti
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